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Se fosse principalmente ispirazione, il ruolo del management sarebbe marginale: assumere le persone giuste e lasciarle fare. Se invece si trattasse principalmente di duro lavoro, il management dovrebbe intervenire in modo strutturato: definendo ruoli, processi, obiettivi chiari, indicatori di performance, e verificando i progressi a ogni fase. La visione corretta, probabilmente, è nel mezzo.

L’innovazione è un lavoro reale, che può e deve essere gestito come ogni altra funzione aziendale. Ma non per questo è identico alle altre attività. Anzi, l’innovazione è conoscenza, non mera esecuzione.
La maggior parte delle idee imprenditoriali innovative deriva da un’analisi sistematica di sette aree di opportunità. Alcune risiedono all’interno dell’azienda o del settore, altre derivano da tendenze sociali e demografiche più ampie. I manager accorti faranno in modo che la propria organizzazione mantenga l’attenzione su tutte e sette. Ma l’analisi non basta. Una volta individuata un’opportunità, serve un salto creativo per trovare la risposta giusta: l’ “ispirazione funzionale”.
L’innovazione è una disciplina
Anche quando si parla di “attitudine imprenditoriale”, occorre osservare che pochi imprenditori hanno la personalità stereotipata dell’imprenditore. Invece, moltissime persone — venditori, chirurghi, giornalisti, studiosi, musicisti — hanno tale personalità, sebbene non siano “imprenditori”.
Il punto in comune tra tutti gli imprenditori di successo è un altro: l’impegno nella pratica sistematica dell’innovazione.
L’innovazione è la funzione specifica dell’imprenditorialità, sia che avvenga in un’impresa esistente, un ente pubblico, o una nuova iniziativa domestica. È il mezzo con cui si crea nuova ricchezza o si accresce il potenziale di ricchezza delle risorse esistenti.
Oggi esiste molta confusione su cosa significhi “fare impresa”. Alcuni lo limitano alle piccole imprese, altri a quelle nuove. Ma molte grandi aziende affermate fanno imprenditorialità con successo. Quindi l’imprenditorialità non dipende da dimensioni o età dell’azienda, ma da un tipo di attività: l’impegno deliberato a produrre un cambiamento mirato nel potenziale economico o sociale.
Le 7 fonti dell’innovazione
1. Eventi inattesi
Gli insuccessi e successi inattesi sono spesso scartati, ignorati o persino ostacolati dalle imprese. Ma sono un terreno fertile per l’innovazione.
Esempi famosi:
- IBM negli anni ’30 progettò una macchina contabile per banche, che però non la acquistarono. Fu un successo inaspettato con le biblioteche.
- Ford Edsel, un disastro commerciale, portò Ford a capire che i consumatori non seguivano più segmentazioni per reddito, ma per stile di vita. Nacque così la Mustang.
Molte aziende reagiscono all’inatteso dicendo “non doveva succedere”. I report aziendali rafforzano questo atteggiamento. I report mensili spesso iniziano con problemi e scostamenti negativi, ma le aziende davvero imprenditoriali hanno due prime pagine: una per i problemi, una per le opportunità.
2. Incongruenze
Dove c’è disallineamento tra aspettative e realtà, c’è spazio per innovare.
Esempi:
- Alcon Laboratories: rese commerciabile un enzima che evitava un taglio chirurgico inutile nella rimozione della cataratta.
- Minimills nell’acciaio: fronteggiarono l’incongruenza tra crescita del mercato e calo dei margini.
- Navi cargo: la vera inefficienza era nei tempi morti in porto, non nei consumi. Nascono così le navi container.
3. Necessità di processo
Quando una fase di un processo è obsoleta, o incompatibile col resto, può servire un’innovazione.
Esempi:
- Catadiottri stradali in Giappone: resero le strade medioevali più sicure.
- Linotype e pubblicità moderna: permisero la nascita della stampa quotidiana a basso costo.
4. Cambiamenti nel settore o mercato
Strutture industriali considerate immutabili cambiano improvvisamente, creando spazio per nuovi player.
Esempi:
- Donaldson, Lufkin & Jenrette: nuovi attori nella finanza con zero capitale.
- Cliniche specialistiche e HMOs negli USA
- MCI e Sprint nelle telecomunicazioni
Quando un settore cresce del 40% in dieci anni, cambia struttura. I leader tradizionali difendono le proprie posizioni, trascurando nuove nicchie che diventano dominio degli innovatori.
5. Cambiamenti demografici
Le tendenze demografiche hanno tempi di latenza lunghi ma sono affidabili.
Esempi:
- Giappone e robotica: affrontarono in anticipo il calo della manodopera operaia.
- Club Méditerranée: intercettò giovani adulti benestanti in cerca di vacanze diverse da quelle dei genitori.
Le opportunità legate a età, istruzione, professioni e distribuzione geografica sono tra le più ricche e meno rischiose.
6. Cambiamenti nella percezione
“Il bicchiere è mezzo pieno” o “mezzo vuoto” sono due percezioni di uno stesso fatto.
Esempio:
- Nonostante enormi progressi nella salute, gli americani vivono un’epidemia di ipocondria.
Nascono così:- riviste sulla salute
- attrezzi ginnici
- alimenti “salutistici”
Cambiare il significato, non i fatti, genera opportunità concrete.
7. Nuove conoscenze
Le innovazioni basate su nuove conoscenze sono le più visibili, ma anche le più complesse.
Hanno:
- tempi lunghissimi (fino a 50 anni)
- alti tassi di fallimento
- necessità di convergenza tra più saperi
Esempi:
- La banca moderna: nasce dalla fusione di teoria francese (Saint-Simon) e prassi britannica, via J.P. Morgan e Georg Siemens.
- Il computer: richiese sei linee di conoscenza da 1850 a 1946 (aritmetica binaria, Babbage, schede perforate, valvola audion, logica simbolica, programmazione e feedback bellici).
Innovazioni del genere falliscono se non si analizzano bene i bisogni dell’utente, la configurazione tecnica, la sostenibilità finanziaria.
Esempio:
- De Havilland progettò il primo jet passeggeri ma non ne valutò il mercato; furono Boeing e Douglas a conquistarlo.
Principi dell’innovazione
L’innovazione richiede,quindi, conoscenza, ingegno e, soprattutto, concentrazione. Non esiste innovazione senza lavoro metodico. Anche i più talentuosi innovatori operano in aree molto specifiche. Edison, per esempio, innovò solo nell’elettricità.
L’innovazione funziona solo se perseguita con tenacia, disciplina e dedizione. Altrimenti, talento e idee sono inutili.
- L’innovazione sistematica parte dall’analisi delle opportunità.
- Gli innovatori devono osservare, ascoltare e porre domande.
- Devono usare entrambi gli emisferi del cervello: analisi e intuizione.
- Le innovazioni efficaci sono semplici, focalizzate, iniziano in piccolo.
Nota su Peter F. Drucker
Peter F. Drucker (1909–2005), consulente di management, educatore e autore austriaco naturalizzato statunitense, è considerato il padre del management moderno. Ha introdotto concetti fondamentali come il “management by objectives”.
Riferimenti
[P.F. Drucker – La disciplina dell’innovazione, Harvard Business Review, 2002]
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